Yoga avanzato 2.0 evolversi, il cambiamento che avviane con la pratica

Dal libro “Yoga le sequenze” di Mark Sthepens
 
Nei primi testi in cui si parla dello yoga fisico, in particolare nell’hata yoga pradipika, vengono delineate quattro fasi progressive che si applicano ad ogni genere di pratica yogica. Vengono definite bhava , termine che suggerisce l’idea di un evoluzione spontanea in cui la qualità dell’esperienza del corpo , del respiro e della mente si raffina sempre più profondamente. Queste quattro fasi sono il modo tradizionale di descrivere i quattro livelli dello yoga: iniziale, intermedio, avanzato e oltre l’avanzato.
1 arambha avastha o stadio iniziale. Fase in cui si sviluppa famigliarità con il corpo, si esplorano le asana a livello dell’anatomia più grossolana apprendendo le loro forme e le loro azioni basilari. B.K.S. Iyengar chiama questa fase “grattare la superfice”. L’obbiettivo è percepire l’ampiezza di ciascuna asana e sviluppare la stabilità e l’agio cercando di espandere e raffinare il respiro.
2 Ghata Avastha o stadio del ricettacolo a questo punto si inizia a sperimentare più in profondità come le qualità della mente vengano influenzate dai cambiamenti del corpo. La pratica si orienta verso una consapevolezza più sottile del respiro, del suono e della sensazione più globale; si affina il ricettacolo che contiene l’insieme di corpo e mente. Portandosi verso l’interno si iniziano ad applicare le ritenzioni del respiro, eseguendo gradualmente pranayama più complessi, impegnandosi in modo costante ad affinare il flusso del respiro, che viene usato come uno strumento per sviluppare una consapevolezza più sottile.
3 parichaya avastha o stadio di accrescimento. Dopo aver perfezionato il tempio del corpo, con le posizioni iniziali e con quelle intermedie, e lo strumento del respiro attraverso il pranayama, si intraprende la fase di esperienza profonda della mente. Durante la pratica delle asana e del pranayama si sperimenta come la coscienza si incarna, e si porta una consapevolezza sottile in ogni cellula del proprio essere. Ciò determina un senso generale di integrazione fra corpo e mente.
4 Nishpatti avastha o stadio del compimento. Il corpo il respiro e la mente sono perfezionati fino a raggiungere una qualità continua di puro essere; tutto ciò che si fa e si sperimenta diviene una meditazione in movimento; la distinzione stessa tra il corpo e la coscienza sparisce e si perviene ad uno stato di beatitudine.

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