Quando non siamo in grado di cambiare una situazione, ci troviamo di fronte alla sfida di cambiare noi stessi
Viktor Frankl
Il Cambiamento
Il cambiamento fa parte della natura. Ogni cosa in natura cambia, si evolve, muta, in risposta agli stimoli esterni col passare del tempo (Kala). Ma alla nostra mente piacciono le abitudini, piace fare sempre le stesse cose, muoversi all’interno di percorsi conosciuti. Creando degli schemi di pensiero che vengono chiamati samskara.
Il concetto di Samskara descrive l’abitudine umana di agire meccanicamente, attraverso schemi mentali che si ripetono.
Alcuni di questi schemi derivano dall’esterno: Famiglia, scuola, società, mentre altri siamo noi stessi che li creiamo. Non si tratta solo di schemi mentali, ma anche corporei, quando agiamo sempre nella stessa maniera, quando somatizziamo sempre nella stessa postura.
Per questo la nostra capacità di vedere la realtà è come se fosse velata, e anziché analizzare ciò che ci succede reagiamo per schemi e preconcetti, come se avessimo il pilota automatico.
Lo yoga ci insegna che ci sono tre ostacoli principali che ci impediscono di affrontare il cambiamento:

  1. PAURA. Non facciamo determinate scelte e/o azioni a causa della paura. La paura è un emozione, un istinto legato al nostro primo chacra ( muladara), legato al nostro attaccamento alla vita alla paura di morire, di perdere tutto, una paura legata alla nostra vulnerabilità.
  2. ATTACCAMENTO (e avversione) Siamo attaccati alle cose che abbiamo, e non solo alle cose, ma anche alle situazioni. Ci attacchiamo alle emozioni, e cerchiamo di creare le stesse situazioni per riprovarle, avendo avversione per le cose nuove. (novità=paura)
  3. EGO è il senso di identità e di separazione. Noi facciamo parte della natura, ma ce ne sentiamo separati. Ci sentiamo separati e distinti da tutti gli esseri viventi e ci identifichiamo in ciò che facciamo (io sono architetto, sono insegnante, sono medico…)

Questi primi tre ostacoli riguardano i primi tre chakra:

  1. MULADARA la paura,
  2. SVADISTANA l’attaccamento
  3. MANIPURA l’ego.

Questi tre ostacoli, legati agli elementi più materiali: terra acqua e fuoco, sono dei veri e propri blocchi per far fluire la nostra energia, e sono da ostacolo al naturale processo di cambiamento che in ogni caso, comunque avviene.
Possiamo quindi continuare ad opporci, subendo il cambiamento, oppure affrontarlo continuando ad essere radicati, centrati, lasciando andare vecchi schemi, per lasciare spazio a nuove (sane) abitudini, con umiltà! Lasciando da parte l’ego e aprendo la nostra mente.
Lo yoga è lo stato di questa consapevolezza espansa, ma può anche essere il mezzo per arrivare a questa consapevolezza.
Quindi, cosa fare?

  1. TAPASAS L’autodisciplina, iniziando dal prenderci cura del nostro corpo. I blocchi che abbiamo creato nella nostra mente e nel nostro corpo (io non sono in grado di fare questo.), la paura di aprirci e di lasciarci andare. Questi blocchi li rimuoviamo sia con la pratica delle asana, lavorando sul nostro corpo, sia con la meditazione, andando a lavorare a creare spazio nella nostra mente. Spesso la parola disciplina, ci spaventa perché si pensa a qualcosa che ci lega, ci imprigiona. In realtà creare degli schemi, dei rituali (sono sempre samskara) positivi, assecondano la nostra mente, ma in maniera sana, creando spazio per affrontare il cambiamento. L’auto disciplina è la capacità di crearsi le proprie regole, che ci permettono di essere liberi da schemi e preconcetti che ci derivano dall’esterno.
  2. SVADIAYA. Questo porta a svadiaya. Lo studio del se. Intraprendere un viaggio verso se stessi, per comprendere meglio chi siamo, e capire cosa vogliamo.
  3. KRYA tecniche di purificazione: attraverso la pratica di asana pranayama e meditazione.

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