Elementi e stagioni Ayurveda non sono “etichette” fisse, ma un flusso continuo di trasformazione. Secondo l’Ayurveda, la natura non cambia stagione di colpo: evolve attraverso qualità che si alternano (caldo/freddo, secco/umido, leggero/pesante) e influenzano anche noi: energia, digestione, umore, lucidità mentale.
Un dettaglio prezioso è questo: ogni stagione contiene due elementi predominanti, ma non restano identici per tutta la stagione. In genere uno prevale nella prima parte, mentre l’altro emerge gradualmente nella seconda, preparando il terreno al passaggio successivo.
Se ti piace portare questa visione anche sul tappetino, nel mio programma da gennaio a giugno trovi il filo conduttore stagionale che utilizzo nelle classi, con focus e temi che cambiano mese per mese.
In Ayurveda, gli elementi (terra, acqua, fuoco, aria, etere) si manifestano come qualità. Quando una qualità aumenta fuori (clima, luce, umidità), tende ad aumentare anche dentro di noi.
La regola d’oro ayurvedica è semplice:
Il simile aumenta il simile, l’opposto riequilibra.
Per questo, una pratica yoga “stagionale” non significa fare sempre di più o di meno, ma fare ciò che serve: stabilizzare, scaldare, drenare, rinfrescare, radicare, alleggerire.
Vuoi seguire le lezioni in base a questo ritmo? Qui trovi orari e calendario lezioni aggiornati.
Elementi predominanti: Terra + Acqua
Tendenza Dosha: Kapha (e a tratti Vata per freddo/secchezza)
L’inverno sostiene struttura, contenimento e introspezione. Terra e acqua portano stabilità, pesantezza e freddezza: spesso cresce il bisogno di routine e protezione.
Dicembre – gennaio (prevale la Terra): radicamento, regolarità, tenute stabili, lavoro su gambe e bacino.
Febbraio (emerge l’Acqua): più umidità e ristagni: utili torsioni e un dinamismo moderato per riattivare calore e digestione, senza forzare.
Elementi predominanti: inizio Terra + Acqua, poi Aria + Etere
Tendenza Dosha: Kapha → Vata
Marzo (residuo di Acqua/Terra): il corpo “pulisce”: possono comparire pesantezza e lentezza. Ottime torsioni, mobilità della colonna e lavoro sul respiro.
Aprile – maggio (entra Aria/Etere): leggerezza, espansione, voglia di movimento (a volte dispersione). Qui la chiave è spazio con una base: core, equilibri, coordinazione respiro-movimento.
Elementi predominanti: Fuoco (con supporto di Acqua), poi Aria
Tendenza Dosha: Pitta → Vata
Giugno – inizio luglio (Fuoco pieno): energia, chiarezza, slancio. Pratiche più attive sì, ma con pause consapevoli e ascolto dei segnali del corpo.
Fine luglio – agosto (emerge Aria): il fuoco può disperdersi: più irrequietezza e mente “saltellante”. Qui funzionano sequenze più contenute, posizioni a terra, piegamenti in avanti e ritmo costante per sostenere il sistema nervoso.
Elementi predominanti: Aria/Etere all’inizio, poi Terra
Tendenza Dosha: Vata → stabilizzazione
Settembre (Aria/Etere): transizione, adattamento, mente attiva. Utile una pratica regolare, con mobilità e stabilità insieme.
Ottobre – novembre (arriva la Terra): routine, struttura e radicamento. Qui diventano preziose sequenze stabili, lavoro su gambe/bacino e respirazione lenta.
In Ayurveda, Ritu Sandhi è la soglia tra due stagioni: un momento delicato in cui conviene cambiare gradualmente ritmo, alimentazione e intensità della pratica.
Un’idea semplice: negli ultimi 7–14 giorni di una stagione, introduci piccole qualità della successiva, senza rivoluzioni.
Se ti va di sperimentare dal vivo (o online) questa visione “stagionale”, puoi:
leggere come lavoro mese per mese nel programma da gennaio a giugno
controllare orari e calendario lezioni
richiedere la tua lezione di prova (qui trovi modalità e contatti)
scoprire qualcosa in più su di me nella pagina Chi sono
Conosci il tuo corpo attraverso la mente, grazie agli articoli sullo yoga pubblicati sul mio blog.
