Yoga e gestione del respiro negli sport di resistenza

Nel corso di yoga per runners e Bikers che sto facendo, mi è stato chiesto se esiste una tecnica di respirazione più indicata per gli sport di resistenza. Domanda interessante, a cui ho riflettuto un po’ prima di rispondere.

Mi è venuto in mente quella che, fra colleghi e praticanti è la risposta più frequente alla domanda: Cos’è la prima cosa che ti ha cambiato lo yoga?

Quasi tutti, forse tutti rispondono il respiro.

Il respiro è un atto involontario che diamo per scontato perché se siamo vivi, stimo respirando. In realtà nel momento in cui ci porti l’attenzione può diventare un atto volontario.

Il solo fatto di portarci l’attenzione fa si che iniziamo a cambiare il nostro respiro.

La maggior parte delle persone ha una respirazione corta e superficiale, non conosce le proprie capacità di respirazione e probabilmente non ci ha mai prestato più di tanto attenzione.

 L’escursione del diaframma durante una respirazione normale a riposo è mediamente di circa 1,5 cm che si traduce in un’immissione di aria di poco superiore a 0,5 litri, pari a 6/7 litri di aria al minuto. Nella respirazione yogica completa, il diaframma muovendosi in tutta la sua capacità di movimento immette una quantità d’aria pari a quasi 2,8 litri che si traduce in 80 litri di aria al minuto! (Lysbhet)

Il pranayama è uno degli aspetti dello yoga e viene tradotto superficialmente come controllo del respiro.

Il pranayama, è un mezzo con cui attraverso diverse tecniche, si impara a conoscere, gestire e controllare il respiro, mantenere la mente focalizzata attraverso esso ed imparare a gestire e a controllare l’energia.

La parola prana non significa respiro, ma energia vitale. Il prana è tutto ciò, che muove che crea movimento, vita, all’interno e all’esterno di noi. Il prana esiste nel cibo, nell’acqua, nella luce del sole. L’aria, l’acqua, gli alimenti, la luce solare, veicolano il prana da cui dipende qualsiasi forma di vita, animale e vegetale. Il prana si trova ovunque, penetra in tutto il corpo ed è il nostro vero nutrimento, perché senza di esso non sarebbe possibile alcuna forma di vita.

Fatta questa doverosa premessa quindi, no, secondo me non esiste una tecnica in particolare, ma è la conoscenza delle tecniche e l’esperienza, che fa si che nel momento del bisogno ti aiuta a gestire il tuo respiro, a focalizzare la mente, e a potenziare le tue capacità.

Il come o quale tecnica usare è assolutamente soggettivo. Faccio un esempio pratico:

Io sono una persona molto freddolosa, a sangue freddo proprio oserei dire, e il mio corpo ci mette molto tempo ad acclimatarsi in ambienti freddi. Spesso quando parto per una scialpinistica in inverno, all’inizio soffro le pene dell’inferno per il freddo! Per cercare di distogliere il pensiero e scaldarmi più velocemente pratico la respirazione ujjayi. Una respirazione profonda, che ha la funzione di mantenere la mente focalizzata e riscaldare il corpo dall’interno. Una persona calorosa probabilmente non ne ha bisogno.

Così come quando sto pedalando. Se vedo che sto per andare in affanno riesco a gestire la cosa solitamente prima.

Oppure quando mi capita di dover gestire la paura in situazioni delicate. Respiro! Lo faccio in automatico, come, non lo so, ma la mia attenzione è tutta sul respiro, riesco a calmarlo e di conseguenza anche la mia mente si calma e riesco a gestire le mie azioni.

Per questi motivi nel corso dedicato a biker e runners non ho pensato a una tecnica di respirazione in particolare. In tutti i miei corsi il pranayama è parte integrante nella lezione, nei corsi più avanzati faccio usare tecniche diverse all’interno della pratica dell’asana, per affinare il controllo del respiro, della mente e del movimento.  Per chi è alle prime armi con questa disciplina cerco di iniziare a portare consapevolezza nel respiro, consapevolezza del proprio corpo e da lì a quietare la mente attraverso il respiro che solo attraverso la consapevolezza e la conoscenza dei suoi diversi aspetti si impara a gestire. Un processo che necessita di tempo, pratica, e costanza, non esistono scorciatoie!

Vedi anche: Yoga e sport

Nadi shodana pranayama

Viloma Panayama

Kapalabati

Pubblicato da Yoga con Sammy

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